La spondilodiscoartrosi può essere riconosciuta come malattia professionale

Operaio che soffre di spondilodiscoartrosi - Studio Legale PMF

La recente sentenza del Tribunale di Benevento rappresenta un significativo punto di svolta nella tutela delle malattie professionali. Tradizionalmente, le legislazioni in materia di lavoro hanno cercato di proteggere i lavoratori attraverso l’elenco di patologie riconducibili all’espletamento dell’attività lavorativa. Questo sistema, basato su tabelle, ha semplificato la tutela assicurativa dei lavoratori, alleggerendo il peso della prova riguardante il nesso di causalità tra la malattia e l’attività svolta.

Il Ruolo Cruciale della Sentenza n. 179/1988

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 179 del 18 febbraio 1988, ha ampliato notevolmente l’orizzonte di protezione, dichiarando la parziale illegittimità dell’articolo 3 del D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124. Questo passaggio legislativo ha aperto la strada all’indennizzo anche di malattie non tabellate, purché causate dall’attività lavorativa. Tuttavia, in assenza di una patologia tabellata o quando l’attività lavorativa svolta non rientra nelle tabelle, rimane a carico del lavoratore l’onere di dimostrare il nesso di causalità.

L’Innovazione Apportata dalla Sentenza n. 269/2024

La Sentenza n. 269/2024 del Tribunale di Benevento segna un ulteriore e decisivo avanzamento in questa direzione. È stata riconosciuta la spondiloscoartrosi, una malattia non tabellata, sulla base della prova testimoniale fornita dal lavoratore. Questo principio afferma che il consulente tecnico d’ufficio (CTU) medico-legale, nel valutare il nesso causale tra la patologia del lavoratore e le mansioni svolte, deve considerare le testimonianze.

L’Importanza della Sentenza

Questa sentenza è di fondamentale importanza per due motivi principali. In primo luogo, riafferma e rafforza il diritto alla tutela della salute dei lavoratori, riconoscendo l’importanza della prova testimoniale nell’accertamento del nesso di causalità tra malattia e attività lavorativa. In secondo luogo, segna un progresso nel riconoscimento delle malattie professionali non tabellate, ampliando così la protezione assicurativa per una gamma più ampia di condizioni di salute legate al lavoro.

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Verso un Futuro di Maggiore Protezione

La decisione del Tribunale di Benevento è un chiaro segnale di come l’evoluzione giurisprudenziale possa contribuire a migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza dei lavoratori. È un invito a tutti i soggetti coinvolti – legislatori, giuristi, medici e, non ultimo, i lavoratori stessi – a collaborare per una maggiore tutela della salute sul posto di lavoro, riconoscendo e indennizzando adeguatamente le malattie professionali.

Conclusione

La sentenza del Tribunale di Benevento segna un punto di svolta per la tutela della salute dei lavoratori, evidenziando l’importanza di un approccio giuridico flessibile e attento alle esigenze reali del mondo del lavoro.

Questo verdetto non solo amplia la protezione per le malattie professionali ma invita anche a un impegno collettivo per garantire la sicurezza e il benessere sul posto di lavoro. Rappresenta un passo avanti verso una maggiore consapevolezza dei diritti dei lavoratori e sottolinea la necessità di un continuo aggiornamento delle normative, per un futuro in cui la salute lavorativa sia sempre al centro dell’attenzione.

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FAQ

Cosa stabilisce la sentenza del Tribunale di Benevento riguardo le malattie professionali?

La sentenza riconosce l’importanza della prova testimoniale nel valutare il nesso di causalità tra la patologia del lavoratore e l’espletamento delle sue mansioni lavorative, ampliando la tutela per le malattie non tabellate.

Che impatto ha la sentenza n. 179/1988 della Corte Costituzionale sulle malattie professionali?

Questa sentenza ha dichiarato la parziale illegittimità dell’articolo 3 del D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, permettendo l’indennizzo di malattie professionali non tabellate, purché causate dall’attività lavorativa.

Qual è il ruolo della prova testimoniale secondo la nuova sentenza?

La prova testimoniale diventa cruciale nel dimostrare il nesso di causalità tra la malattia e l’attività lavorativa, soprattutto per le patologie non incluse nelle tabelle ufficiali.

Come cambia la tutela assicurativa per i lavoratori dopo questa sentenza?

La tutela si amplia, riconoscendo diritti assicurativi anche per quelle malattie non precedentemente considerate nelle tabelle ufficiali, basandosi su prove testimoniali.

Qual è l’importanza della sentenza per il futuro della salute sui luoghi di lavoro?

La sentenza segna un avanzamento significativo nella protezione della salute dei lavoratori, invitando a un approccio più inclusivo e dettagliato nell’analisi delle condizioni lavorative e delle relative malattie professionali.

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